Per riflettere...

La cura di tutte le cure è quella di cambiare il proprio punto di vista, le proprie idee e credenze e con questa rivoluzione interiore dare un proprio contributo per un mondo migliore.

Guardiamo il mondo in un altro modo. (T. Terzani)

mercoledì 14 gennaio 2015

A scuola di Ho'oponopono: nona lezione (di Nicola Rachello)

Una nuova dieta?
E perché no!?
Ma una dieta in cui non badi a ciò che entra in te bensì a quello che hai già dentro, a come sei, a cosa vuoi veramente.
Ce la presenta Nicola Rachello nella sua nona lezione a scuola di Ho'oponopono Cristiano.





A SCUOLA DI HO-OPONOPONO - NONA LEZIONE: IL CIBO PER L’ANIMA

Torniamo tra i banchi di scuola, c’è sempre qualcosa da imparare! Al suono della campanella è ora della merenda e dopo una mattinata in classe un pranzetto delizioso. Ma prima di tornare a casa dalla mamma, un’allieva alza la mano per porre una domanda: “Ciao Nicola! Volevo chiedere nuovamente il tuo aiuto. Purtroppo è da anni che combatto con il peso in eccesso e, se c'è una buona componente di estetica, so per certo, che con una corretta alimentazione, anche la mia salute migliorerebbe. Spero non penserai che sia solo un problema superficiale. Ho fatto molte diete negli anni, ma sono sempre tornata, come accade a molti, al peso iniziale. Nella mia mente c'è qualcosa che scatta e mi fa rimangiare anche le cose che mi ‘avvelenano’ ! Non so da dove iniziare per scavare e scoprire cosa succede dentro di me! Ho provato ad indirizzare le energie del mantra verso il male che ho fatto e sto facendo al mio corpo, ma per ora non sta funzionando. Grazie in anticipo se mi darai qualche consiglio”.


Cara amica ti ringrazio infinitamente per la fiducia che riponi in me e grazie anche per il tuo bellissimo quesito che non è affatto banale. Come prima cosa è importante osservare che cosa rappresenta per noi il nutrimento, sia a livello fisico sia a livello emozionale e spirituale. Come ho più volte spiegato, il Bambino Interiore parla attraverso il linguaggio del corpo e ci comunica, su tutti i piani, se si sente amato oppure no. Dare nutrimento al Bambino Interiore, sul piano del cibo significa trasmettergli indirettamente le cure e l’amore di cui ha bisogno. Significa riempirlo di attenzioni, poiché quel cibo è stato preparato con quell’affetto e quella dedizione che solo una Madre ha nei confronti del figlio. Se così non fosse, cara amica, come tu stessa hai scritto, quel cibo avvelenerebbe l’anima. Qui vorrei farti notare che lo stomaco potrebbe digerire qualsiasi cosa, anche le pietre, quando sente che l’amore è stato messo come ingrediente principale in ogni pietanza che gli viene proposta. Cioè a un certo livello non è tanto importante solo cosa si mangia e come è stato preparato il cibo, ma anche come lo si mangia.
Vale la pena riflettere in quale contesto si consumano i pasti, se l’ambiente nel quale si pranza è amorevole e accogliente, perché vi riflette le energie di chi vi si trova, e i rapporti delle persone coinvolte. Così si può fare del cibo un’esperienza sacra, unendo all’amore di chi ha preparato il cibo, la nostra benedizione per le vivande che mangeremo e per chi le ha preparate. Un’ottima modalità è quella di imparare a benedire il cibo, di consacrarlo con parole e gesti d’amore, prima di portarlo alla bocca, e farlo sempre dopo aver ringraziato con infinita gratitudine tutto e tutti, perché nessun pezzo di pane, o nessun boccone di cibo è scontato che sia sul nostro piatto. Spesso rifiutiamo il cibo dicendo che fa schifo oppure non ci piace, mancando di gratitudine nei confronti di quella che la Vita ha portato sulle nostre tavole. Benedire e consacrare il cibo richiede amore per la Vita, richiede impegno e dedizione in un rapporto di religiosità e spiritualità con il cibo. Così spetta alla Madre accogliere le richieste e le necessità del Bambino e chiedere all’Io Superiore di spiritualizzare la materia, il cibo. L’Io Superiore lascerà confluire quell’energia dello Spirito Santo che è messaggera della Divinità e che infonde amore e pace ad ogni livello. Mentre scrivo cara amica, provo molta gratitudine per te, perché sto diventando consapevole di tutto il cammino che sto facendo con il mio corpo (Bambino) per cancellare tutte le sue memorie di dolore e sofferenza e al tempo stesso, di come lo Spirito stia aprendo un varco potente dentro di me, per insegnarmi ad assaporare il cibo, a benedirlo, a ringraziarlo. Sì è cibo per il corpo ma lo è ugualmente per l’anima.
Un secondo aspetto basilare è l’accettazione. Rifiutare il corpo dirgli che non lo possiamo amare perché è troppo grasso, brutto e deforme, significa ancora una volta non amare, rifiutare e abbandonare il proprio Bambino con il risultato che mangerà ancora più voracemente. Il motivo per il quale il nostro corpo ha assunto determinate forme e un determinato aspetto è anche dovuto al suo spasmodico tentativo di proteggerci. Ti ricordo cara amica che il Bambino è per sua natura fragile e vulnerabile. Tutto lo ferisce, lo umilia, lo abbatte. Tutto ciò che sente nel mondo esterno e tutto ciò che sente dentro di noi. Per questo se alle voci esterne che lo criticano e lo annichiliscono, si aggiunge la nostra stessa voce, che rincara la dose dicendogli che realmente con quei chili in più fa proprio schifo, allora è realmente finita. Per il bambino sarà fame compulsiva, perché poi la pancia piena fino a scoppiare sarà l’anestetico più potente a quella mancanza d’amore a cui noi stessi, in primis, lo sottoponiamo. Cara amica questa lezione non è finita, ma rappresenta un punto di partenza, un inizio sul quale lavorare. Quanto prima, offriremo a chi ci segue una meditazione per pulire questo aspetto particolare della nostra vita. Per ora un abbraccione immenso e grazie per aver toccato questo tema. Ho'oponopono Cristiano

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